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La scimmia ubriaca

Provate per un minuto intero a smettere di pensare, a rimanere senza pensieri! Vi renderete conto che è praticamente impossibile farlo per la maggior parte delle persone per più di un secondo.
Gli Indù chiamano la mente “la scimmia ubriaca che saltella irrequieta da un posto all'altro” e alla quale associano la parola Vrtti (dal sanscrito "vortice", o "attività circolare senza inizio né fine"). Queste onde di pensiero generate costantemente dalla mente ne impediscono un utilizzo consapevole per realizzare l’Anima, legandola ancora di più al mondo manifesto, al karma.

La Scimmia ubriaca non può essere combattuta né dominata con la forza o la volontà. Lo Yoga e vari percorsi spirituali d’Oriente e d’Occidente si sono soffermati sulle pratiche meditative, la contemplazione, la preghiera e la respirazione per sospendere i vortici della mente e aprire così la via all’Anima. Tuttavia la sola pratica della meditazione non basta se non si accompagna ad un lavoro interiore più profondo sulle nostre identificazioni, personali e collettive, ovvero sul nostro Ego e, in contemporanea, sull’apertura del Cuore.

La mente ubriaca genera l’Ego e l’Ego alimenta l’ubriacatura della scimmia. È un circolo senza fine finché non saremo entrati nel cuore dell’amore consapevole. Per entrare nel cuore, usiamo il respiro consapevole. La respirazione consapevole attiva il sistema parasimpatico e rilassa corpo e mente. La respirazione nel cuore che utilizziamo nella formazione Ccms, è una via per creare un ponte tra il cuore e la mente, dove la mente si acquieta e accoglie nel cuore i segni dell’Anima.

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